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Altre api, come soldati Armate del loro pungiglione Iniziano a raccogliere dai boccioli vellutati Che col loro saccheggio Ed una felice Marcia portano a casa Shakespeare, Henry the V

Cosi recitava  Shakespeare nel sonetto “il regno delle api”. Sembra, da queste sue frasi, che lui sapesse da dove deriva la propoli.

Il nome Propoli deriva dal Greco “pro” davanti e “polis” città, infatti, pro-polis significa appunto “davanti alla  città”. “Propoliso” significa anche incollare.  In latino, invece, ” pro” per, a favore e “polis”, pulire, lucidare, verniciare.

Possiamo dare perciò due significati alla parola “propoli”:
1) è usata per poter difendere l’alveare dall’attacco di predatori e dalle malattie, viene usata per restringere  l’apertura dell’alveare.
2) è usata anche “per verniciare” le cellette di ovideposizione.

Un altro nome della propoli è “colla d’api”.

CENNI STORICI 

Nell’antico Egitto essa veniva utilizzata probabilmente come adesivo. Il filosofo greco Aristotele la descriveva come una sostanza che le api stendono all’entrata dell’alveare ed  usata come cura per contusioni e infiammazioni.  I Greci la utilizzavano come ingrediente principale di un ottimo profumo chiamato “polyanthus”. Plinio, fra i Latini, affermava che esso originasse dai germogli di diverse piante fra cui il salice, il pioppo, l’acacia  ed altre piante. In Europa viene menzionata nella letteratura erboristica. Sebbene l’uso principale di questa fosse quello  medico, essa veniva utilizzata come vernice per violini, costruttori di violini come Stradivari la utilizzavano a  questo scopo. Negli ultimi 40 anni l’indagine scientifica sulla propoli è stata dominata da Russia, Romania,  Iugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia e Bulgaria.

Solo a partire dai primi anni 70 si assiste anche in Occidente a una crescita di considerazione per la propoli, nel  contesto della riscoperta dei prodotti naturali. Le ricerche riguardanti l’uso e la storia vengono attualmente  portate avanti da studiosi di tutta Europa.

La propoli è raccolta dalle specie di Apis Mellifera, di queste, la caucasica è la più laboriosa. Le api coprono la parete dell’alveare con questa sostanza e la mescolano con la cera per la costruzione del favo  e per incrementarne la forza. Le api utilizzano la propoli anche come materiale da costruzione, per otturare le  fessure o crepe dell’alveare, per fissare gli elementi mobili dell’arnia, per ridurre gli spazi che non  corrispondono al loro innato senso della geometria e, laddove l’apertura di ingresso dell’alveare sia troppo  larga, per ostruirla con blocchi di questa materia, lasciando soltanto lo spazio necessario.

La propoli può avere un colore che varia dal giallo al bruno scuro-nero , verde ma anche rosso come abbiamo  visto.

La propoli bruna ha un profumo intenso aromatico e caratteristico, contiene flavonoidi come la galangina,  quercetina e crisina. La sua origine è Europea, Asiatica (Nord) e sud Americana. E’ quella che noi conosciamo. La propoli verde è originaria del Brasile, profumo erbaceo ed aromatico caratteristico. Contiene moltissimi  acidi fenolici. Ha origine dalla pianta Baccharis Dracunculifolia ed è caratterizzata da un composto fenolico che  è l’Artepillina C, scoperta per la prima volta in Giappone e che, in vitro, ha mostrato la capacità di inibire la  crescita tumorale.

La propoli rossa è di origine tropicale, la pianta da cui ha origine è la Dalbergia, ha mostrato dai numerosi studi  effetto antimicrobico, antiossidante e tutto ciò in considerazione della sua composizione chimica complessa e  variabile. I principali costituenti sono composti fenolici e flavonoidi. La presenza di due pigmenti appartenenti  ai flavonoli (Retusapurpurina B and Retusapurpurina A) le conferiscono il colore rosso.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLA PROPOLI
La peculiarità della propoli, la cui principale fonte è costituita da materiali resinosi raccolti dalle api sulle  gemme, risiede proprio nella grande ricchezza di flavonoidi, che assicurano alla propoli gran parte delle sue proprietà antimicrobiche. Secondo alcuni studiosi sovietici circa un terzo della frazione di propoli solubile in  alcool etilico è costituita da composti di natura flavonoide, tra questi è stata identificata la galangina e la  pinocembrina dotate di azione batteriostatica e la sakuranetina che presenta attività antifungina. Oltre ai  flavonoidi, nella propoli si ritrovano altre sostanze di natura aromatica (fenoli, fenolacidi, alcoli e aldeidi con  nucleo aromatico, ecc.) che presentano spiccate proprietà antimicrobiche come per esempio l’acido benzoico,  e l’acido ferulico che con molta probabilità contribuiscono all’ azione batteriostatica e battericida della propoli.  Altri composti individuati nella propoli sono alcuni esteri dell’acido caffeico e lo xanterolo, tutti dotati di  attività antifungina. In passato, la spiccata azione antibatterica e antifungina veniva assegnata a quello 0,5% di  oli essenziali presenti nella propoli, ma oggi è stato provato come sono proprio i flavonoidi e in particolare la  galangina (di cui è ricca la propoli raccolta nei boschi di latifoglie) e la pinocembrina (presente soprattutto nella  propoli proveniente dalle conifere) ad assicurare alla propoli le sue preziose proprietà antimicrobiche.

REAZIONI AVVERSE
La propoli ed alcuni suoi ingredienti possono dare reazioni di sensibilizzazione. Molto frequente è  l’allergia da contatto. Gli allergeni sono principalmente esteri dell’acido caffeico come il 3-metil-2- butenil caffeato, benzil caffeato, geranil caffeato, presenti nelle gemme di pioppo. L’allergia da  contatto è frequente negli apicoltori a causa, come si diceva in precedenza dell’esposizione frequente.  Nei consumatori i principali prodotti sensibilizzanti sono quelli bio-farmaceutici e bio-cosmetici. Altri effetti avversi per uso topico prevedono reazioni immediate. L’assunzione orale sembrerebbe essere  più sicura ,probabilmente, grazie alle intrinseche proprietà anti-allergiche e anti-infiammatorie,  sebbene, qualche caso sporadico di allergia da ingestione sia stato riportato.

 

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